CALMA IN VISTA PER LA CASA DI RIPOSO DI PADENGHE

Sta per chiudersi con la mediazione dei sindaci di Padenghe e Polpenazze la vicenda che vede contrapposte la fondazione fratelli Beretta – San Giuseppe e la cooperativa Progetto Salute.

Data:
29 Aprile 2021

CALMA IN VISTA PER LA CASA DI RIPOSO DI PADENGHE

Sta per chiudersi con la mediazione dei sindaci di Padenghe e Polpenazze la vicenda che vede contrapposte la fondazione fratelli Beretta – San Giuseppe e la cooperativa Progetto Salute.

 

Volge a soluzione la vicenda della Fondazione Fratelli Beretta – San Giuseppe, iniziata quando, nel 2012, fu rescisso prima della scadenza naturale il contratto con la cooperativa “Progetto Salute” che gestiva in global service tutti i servizi. Ne era scaturito un contenzioso civile che alla fine del 2019 ha visto la Corte d’Appello di Brescia condannare la RSA al pagamento di un importo, tra interessi e spese legali, lievitato fino a circa 1.200.000 euro. Com’è noto, il debito ha messo in ginocchio la Fondazione. Vista la gravità della situazione, il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha ritenuto di coinvolgere il sindaco del Comune di Padenghe Albino Zuliani e quello di Polpenazze Andrea Dal Prete per verificare la disponibilità dei due Comuni ad intervenire economicamente per ripianare il debito. I due sindaci, in pieno accordo, hanno constatato l’impossibilità di imputare i debiti della Fondazione ai rispettivi bilanci comunali. «Prima di tutto – dichiarano – sarebbe un atto che ci farebbe finire nel mirino della Corte dei Conti, ma soprattutto sarebbe un’ingiustizia scaricare i costi sui cittadini per i prossimi anni. Tuttavia non restiamo indifferenti al problema e siamo sulla buona strada per trovare una soluzione». Infatti, su invito dello stesso CdA, i due sindaci hanno avviato una serrata mediazione con la controparte, in modo da concludere la vicenda con una transazione, senza arrivare a discutere il ricorso davanti alla corte di Cassazione, con il rischio di un’ulteriore condanna. La trattativa è adesso in fase avanzata. L’accordo prevederebbe una forte riduzione dell’importo e il pagamento del debito residuo attraverso il rientro della cooperativa nella gestione dei servizi della RSA, con un contratto di “affitto di ramo d’azienda” della durata di dodici anni, alla fine dei quali la Fondazione avrà estinto il suo debito. Da parte sua, il CdA ha già ratificato questa ipotesi. Per contro la cooperativa si impegnerebbe a mantenere gli attuali standard qualitativi e i livelli occupazionali. Non solo, la cooperativa sta valutando la richiesta dei sindaci di aprire nella struttura attuale un nucleo dedicato all’assistenza delle persone affette da Alzheimer. Questa soluzione, se come sembra arriverà a conclusione, da un lato assicura la continuità e qualità dei servizi e dall’altro offre alla cooperativa un orizzonte temporale adeguato per ammortizzare i propri investimenti. Non da ultimo, metterebbe la parola fine a una vicenda che si trascina ormai da quasi dieci anni.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 29 Aprile 2021